La Corea del Sud entra nel WGBI
Questa settimana, FTSE Russell ha annunciato i risultati della revisione semestrale dei suoi indici, e la bella notizia è che la Corea del Sud sarà inclusa nel suo World Government Bond Index. Si veda qui.
Questo è un evento importante per i mercati obbligazionari, riguardando probabilmente l’indice globale di obbligazioni governative più utilizzato nei mercati finanziari, seguito da circa 2,5 trilioni di dollari.
Secondo Goldman, l’inclusione dovrebbe attrarre circa 65 miliardi di dollari sulle obbligazioni governative della Corea del Sud, spingendo i rendimenti al ribasso.
Perché dovrebbe interessarci come investitori in azioni sudcoreane?
Per due ragioni.
Primo, per i benefici (sull’economia in generale e sulle imprese) derivanti da condizioni di finanziamento più favorevoli e rendimenti più bassi.
Secondo, e di gran lunga più importante, perché l’inclusione da parte di FTSE Russell potrebbe segnalare una futura mossa da parte di MSCI per fare qualcosa di simile nel campo azionario, ovvero includere le azioni sudcoreane nei suoi indici dei Mercati Sviluppati (qualcosa che FTSE Russell ha già fatto nel 2010).
La riclassificazione da parte di MSCI potrebbe attirare circa 50 miliardi di dollari nelle azioni sudcoreane e innescare un rally significativo.
Come sottolineato dal Financial Times, “potrebbe sembrare una questione di nicchia, interessante solo per i fanatici degli indici… ma la realtà è che i benchmark stanno diventando sempre più influenti nel determinare i flussi di capitale globali, e la loro importanza è destinata a crescere ulteriormente”.
Consideriamo la potenziale riclassificazione da parte di MSCI come un catalizzatore cruciale per le azioni sudcoreane.
Ovviamente non è né l’unica né la principale ragione per investire in azioni sudcoreane.
Come investitori value, siamo principalmente attratti da questo mercato per la sua valutazione eccezionalmente bassa e per lo sconto rispetto ad altri mercati principali. Attualmente il KOSPI è scambiato a un rapporto prezzo/utili (P/E) di 8,5x sugli utili stimati per il 2024, ed è addirittura al di sotto del valore contabile, rispetto a circa 2x del NIKKEI, 3,7x del SENSEX e quasi 5x dello S&P 500.
Il nostro portafoglio sudcoreano è ancora più conveniente, scambiato in media a circa 6x P/E, pur essendo composto da aziende di buona qualità con livelli di debito relativamente bassi o nulli.
La Corea del Sud offre un’interessante alternativa ai mercati azionari cinese e indiano, che operano rispettivamente con multipli di 12x e 24x P/E. Rispetto alla Cina inoltre si ottengono queste azioni estremamente attraenti senza tutti i rischi associati al grande vicino, come l’incertezza normativa, la deglobalizzazione, il friend-shoring, Taiwan, la bolla immobiliare e un sistema finanziario sotto stress.
A differenza del KOSPI, nei nostri portafogli diamo un’esposizione significativa a società orientate al mercato interno, in particolare nei settori infrastrutturale e dei consumi. Riteniamo che questi settori beneficerebbero maggiormente da potenziali riforme in Corea del Nord, simili, ad esempio, a quanto accaduto in Cina o Vietnam negli ultimi 20 anni, che potrebbero, nel lunghissimo termine, portare alla riunificazione del paese.
Questo rappresenterebbe un’importante opportunità per le azioni domestiche sudcoreane, a cui il mercato attualmente assegna una probabilità vicina allo zero.
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Questa è una comunicazione di marketing per investitori istituzionali. Fare riferimento al Prospetto del Fondo e al KID prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
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