Make Indonesia Great Again
Abbracciata ora nientemeno che dall’economia più sviluppata del mondo, ovvero gli Stati Uniti, la sostituzione delle importazioni era una volta la strategia di sviluppo preferita da molte economie emergenti a basso reddito in America Latina, Asia e Africa.
L’approccio mirava a ridurre la dipendenza dai beni importati, promuovendo così la produzione interna, creando posti di lavoro, sviluppando competenze, preservando le riserve valutarie e garantendo la sovranità economica.
L’Indonesia non è estranea a questa strategia.
Dall’elezione del Presidente Jokowi Widodo nel 2014, e ora sotto il Presidente Prabowo Subianto, il paese ha perseguito costantemente questo percorso con rinnovata determinazione.
Non ci serve istruzione. Vogliamo manifattura.
In linea con questo approccio, questa settimana il governo indonesiano ha respinto l’offerta di Apple di investire circa 100 milioni di dollari in “Apple Academies” – volte a formare talenti locali – per revocare il divieto di vendita dell’iPhone 16 imposto dal Ministero dell’Industria (si veda qui).
Perché? L’Indonesia richiede che tutti i dispositivi elettronici con connettività cellulare includano almeno il 35% di componenti prodotti localmente, una politica progettata per stimolare la crescita del settore manifatturiero high-tech nazionale.
Il Ministro dell’Industria, Agus Gumiwang Kartasasmita, lo ha riassunto bene: “Raccomandiamo ad Apple di considerare lo sviluppo di impianti di produzione in Indonesia.” Ha sottolineato che la proposta di Apple è risultata inferiore rispetto ai contributi di altri marchi di smartphone che già producono nel paese, in particolare in termini di valore aggiunto, entrate fiscali e creazione di posti di lavoro.
E allora? The big picture
La sostituzione delle importazioni è parte di una strategia governativa più ampia, che include anche la spinta dell’Indonesia verso il “downstreaming” nel settore delle materie prime e i tentativi di sfruttare il processo di esclusione della Cina dalle catene di approvvigionamento occidentali (il così detto “re-shoring”).
Questi fattori dovrebbero posizionare l’Indonesia come una destinazione privilegiata per gli investimenti diretti esteri (IDE), ed è una delle ragioni per cui siamo ottimisti sull’Indonesia (in particolare sulle small & mid-cap sottovalutate esposte al massiccio programma di sviluppo infrastrutturale del Governo).
Si veda qui il nostro investment case.
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Questa è una comunicazione di marketing per investitori istituzionali. Fare riferimento al Prospetto del Fondo e al KID prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
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